Hai cosa vedere a Selinunte in giornata in autonomia? Se non conosci bene questo immenso parco archeologico, questa è la guida che fa per te.

Troverai informazioni per organizzare un tour e qualche curiosità sulla storia di questa magnifica città antica.

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Riapertura Parco Archeologico di Selinunte: Importante

In seguito alla riapertura dei Parchi e Musei siciliani, è obbligatorio prenotarsi presso la piattaforma Youline per accedervi. Sarà necessario presentare il codice di prenotazione all’ingresso per poter visitare il sito. Completa tutti i campi inserendo email, nome e numero di visitatori (max 5). In seguito seleziona il giorno e la fascia oraria preferita tra quelle libere (9.00 – 11.00 – 13.00 – 15.00 – 17.00). Non dimenticarlo!

Dove: Via Selinunte – Catelvetrano (TP)

Quando: aperto tutto l’anno

Orari: Lun.- Invernale – Dom. 09.00 – 17.00 (chiusura biglietteria ore 16.00) Estivo 10.00 – 19.00 (chiusura biglietteria ore 18.00)

InfoTel: 092 446 277

Biglietti: Biglietto intero : 6,00€
Biglietto ridotto: 3,00€

Ingresso gratuito per i cittadini UE, di età inferiore a 18 anni. Ingresso gratuito per tutti, la prima Domenica di ogni mese.

Cave di Cusa: compreso nel prezzo biglietto Selinunte

 

Cosa vedere a Selinunte

Se hai in mente di visitare Selinunte in giornata ma ti senti disorientato perchè hai visto quanto grande sia il parco archeologico, bene, questo è l’articolo che fa per te.

Chi ama la storia antica conosce molto bene tante città greche perchè ne ha letto nei libri di storia. Selinunte,  invece, è meno famosa, ma questo non significa che non meriti un tour. Anzi, ti dirò che stai per visitare una dei siti archeologici più sorprendenti al mondo per dimensioni e per bellezza.

Per farlo bene, ho pensato che fosse indispensabile per chi viaggia conoscere alcuni aspetti della storia ma anche organizzativi per poter vivere al meglio un tour in giornata del sito archeolgico più grande d’Europa. Così ho preparato questa breve guida ricca di consigli per goderti un giro perfetto delle rovine e dei templi.

Parco archeologico Selinunte

Dove si trova Selinunte

Il parco archeologico di Selinunte si trova nella costa meridionale della Sicilia, a 14 km da Castelvetrano (TP). Da lì è raggiungibile in auto in circa 20 min.

Da Trapani e Marsala potete arrivare in circa 1 ora, mentre da Palermo o Agrigento calcolate circa 1h e 30 min. di viaggio.  Il parcheggio è ampio e la biglietteria ed infopoint sono facilmente accessibili anche a chi è in carrozzina.

In generale vi consiglio di portare già dalle prime giornate di primavera:

  • acqua
  • salviette
  • berretti
  • creme solari
  • qualche snack o panino
  • una mappa di Selinunte

Qui il sole è molto caldo e scotta. Nei mesi caldi potrebbe essere un problema trovarsi in mezzo al parco senza potersi proteggere. All’interno dell’info point potrete chiedere una guida. Per sicurezza, vi invito a portarne una con voi completa di mappa aggiornata. Infatti gli scavi archeologici degli ultimi anni hanno permesso di scoprire nuovi quartieri della città.

 

Per iniziare la visita del sito, potrete scegliere se iniziare dall’area accessibile direttamente dalla biglietteria, oppure spostarvi nella collina opposta, anche in auto, dove ci sono altre rovine.

Io, per comodità inizio sempre dall’ingresso della biglietteria che porta alla collina orientale con i templi E, F e G. Solo dopo aver completato la visita di quest’area, mi sposto sulla collina opposta.

Una volta dento al parco, avrete la possibilità spostarvi lungo un viale. In zona potrete scaricare un’app completa di audio guida al’area archeologica per pochi euro.

Personalmente ve la sconsiglio perchè l’ho trovata poco curata graficamente e i contenuti sono  poveri. Piuttosto portatevi dietro una buona guida cartacea o cercate notizie sulla rete.

Infatti, notizie approfondite le potreste trovare qui.  Si tratta di un buon inizio per avere un’idea sulla storia dell’antica città greca. Altra alternativa valida sono le audioguide di Izitravel.

 Qui, trovate le audioguide relative ai miti raccontati nei rilievi scolpiti dei templi di Selinunte. Infine, chi vuole approfondire trova notizie sulla storia della colonia greca anche in questa guida della Regione Sicilia.

All’ingresso avrete anche la possibilità di sfruttare un comodo servizio di bus navetta. Il servizio è a pagamento, ma nelle giornate particolarmente calde può diventare una utile soluzione. Lo stesso vale per chi non abbia troppo tempo a disposizione.

Templi di Selinunte

La collina orientale

Veniamo alle prime rovine dei templi di Selinunte che si presentano ai vostri occhi. Però, non mi soffermo su tutte le caratteristiche dei templi che potrete trovare nella pagina Wikipedia che vi ho consigliato sopra. Infatti vorrei condividere alcune curiosità che potrete poi osservare con i vostri occhi passeggiando nel sito archeologico.

In generale, dovete sapere che i templi nel mondo greco non erano pensati come le attuali chiese. Difatti, questo significa che i cittadini non potevano entrare a pregare come fanno i cristiani oggi. In poche parole, tra gli antichi greci, solo il sacerdote entrava dentro l’edificio.

I cittadini, invece, rimanevano all’esterno e seguivano la parte del rito che veniva svolta negli altari. Questi, molto spesso, si trovano davanti ai templi e possono essere anche di grandi dimensioni. In pratica, intorno a questi altari potevano riunirsi tutti gli abitanti ed effettuare i loro sacrifici guidati dal sacerdote.

Inoltre, i templi funzionavano anche come delle vere e proprie banche cittadine. Infatti, sappiamo che le ricchezze delle città venivano conservate e custodite dentro le loro possenti mura.

  • Il tempio E

Ma veniamo a questi primi templi che incontrerete. Innanzitutto, sarete stupiti di trovarvi di fronte ad un tempio ancora in piedi. Il primo che incontrerete è il tempio E ed è stato costruito intorno al 460-450 a.C. Lo stile del tempio è quello dorico, con possenti colonne scanalate e capitelli tondi a forma di cusicinetto.

Come facciamo a conoscere la data? Beh…in altri casi ne parlano gli scrittori antichi, ma in questo caso ci viene in aiuto lo stile delle colonne e del tempio. Infatti, anche nel mondo antico il gusto e lo stile cambiava. Così anche gli architetti cercavano soluzioni sempre più “moderne”.

 

Il tempio E si trova in piedi, ma solo perchè negli anni ’60 è stato ricostruito dai resti attraverso l’anastilosi. In pratica, è un tipo di restauro che permette di ricostruire un edificio antico partendo dai resti trovati sul posto. Avete notato una cosa strana? A Selinunte, a differenza di altre città greche, i templi sono distinti da semplici lettere. Perché questo? In poche parole non abbiamo notizie dalle fonti scritte e abbiamo trovato pochi reperti vicino ai templi che ci facciano a capire a quale divinità fossero dedicati.

 

Inoltre, sono molto interessanti i rilievi scolpiti che si trovavano nelle parte alta di questo ed altri templi. Oggi, questi reperti molto belli sono conservati dentro il museo archeologico Salinas di Palermo. Vi invito a visitarlo perchè potrete avere un’idea più chiara di come dovevano essere in passato questi luoghi.

 

  • I templi F e G

Accanto al tempio E troverete le rovine di altri due templi: Il templi F e G. Il tempio F è molto più antico degli altri due. Pensate che è stato costruito circa 100 anni prima, intorno al 550 a.C. ed è molto particolare. Infatti, a differenza degli altri templi della città, questo aveva un muro anche tra le colonne.

Sembra quasi che si volesse proteggere maggiormente quello che veniva conservato dentro. Questi particolari li potrete cogliere passeggiando tra i resti per terra ed osservando con attenzione i vari pezzi.

Dopodiché, soffermatevi ad ammirare il tempio G. I suoi resti sono imponenti. Osservate le i capitelli e i frammenti di colonne per terra. Poi pensate a quelli già visti prima. Capirete subito le differenze di grandezza tra questo tempio e gli altri.

Inoltre, se provate a contare con i passi la lunghezza del monumento, capirete subito che era molto più grande degli altri. Se poi siete davvero attenti, noterete un particolare che racconta la storia del monumento. Le colonne sono senza scanalature. Questo perché non è mai stato terminato.

In pratica, questa costruzione fu eretta grazie ai tanti schiavi punici fatti prigionieri dopo la vittoria del 480 a.C.. Il progetto era così ambizioso che non era ancora terminato nel 406 a.C., quando la città venne definitivamente conquistata e distrutta dai cartaginesi.

Questo doveva essere uno dei templi più grandi del mondo greco. Un monumento per esaltare la vittoria del mondo greco contro i barbari. Questo tempio, molto probabilmente custodiva il tesoro della città e un’iscrizione ci dice che forse era dedicato ad Apollo.

L’acropoli di Selinunte

Bene, adesso è il momento di spostarsi a vedere l’altra parte del sito archeologico.  Per i più temerari consiglio di fare una bella passeggiata nei mesi meno caldi. Questo vi permette di scendere sino in fondo alla valle dove passa il Cottone, uno dei due fiumi della città antica.

Fate attenzione alla direzione che seguite perchè le indicazioni non sono molto chiare. Cercate di tenere sempre la direzione dei templi che vedrete a distanza. Chi preferisce spostarsi in auto, troverà una soluzione comoda poichè potrà parcheggiare nei pressi della seconda parte del sito visitabile.

La prima cosa che vi troverete di fronte è un grande muro. Molti non ci fanno molta attenzione, ma si tratta di un’opera colossale. Gli abitanti, infatti, avevano costruito questo muro perché avevano deciso di allargare l’area dei templi che si trova sopra.

Nell’acropoli trovate i templi A, B, C, D ed O. Si tratta di edifici costruiti all’incirca nel 490 a.C.. Ma qui, la cosa più curiosa che vi invito a cercare tra le rovine è un’altra. Nel pavimento del tempio A vi è uno strano simbolo fatto a mosaico. Ebbene, questo simbolo non ha nulla a che vedere con i la religione greca. Infatti, si tratta del segno della dea punica Tanit.

Questo significa, che una volta conquistata, la città venne amministrata da nuovi cittadini di origine cartaginese. Anche se, non tornò mai agli antichi splendori e parte delle abitazioni vennero completamente abbandonate.

Le abitazioni e le strade

Proseguendo oltre l’area dei templi vi troverete in un’ampia strada antica che era una delle principali di quest’area delle rovine. Accanto alla strada potrete vedere degli edifici. La cosa particolarmente interessante è che queste erano costruite con grosse pietre ben squadrate. Lo stesso vale per le abitazioni che si trovano presso la collina di Manuzza. Infatti, difficilmente troverete case così ricche nelle città greche in età così antica. Questo ci dà un’idea precisa della enorme ricchezza della città che era dovuta ai suoi traffici commerciali. Una ricchezza cresciuta in poco tempo ed improvvisamente crollata.

Un ulteriore sforzo vi condurrà a fare una breve passeggiata per raggiungere le fortificazioni ellenistiche. Sono monumentali e piene di passaggi stretti ben visibili. Ricordatevi che sono state realizzate in un periodo tardo della città, quando non era più controllata dai greci.

 

Altre cose da vedere a Selinunte

Se volete approfondire la vostra visita vi invito a visitare o approfondire altre aree meno conosciute ma molto importanti. Non tutte sono visitabili ma è bene conoscerle per potersi fare un’idea più completa dell’organizzazione della città. Magari ne parlo in seguito in un altro post:

  1. La necropoli
  2. il santuario della Malophoros
  3. Il quartiere ceramico (non visitabile)

 

Breve Storia di Selinunte e curiosità

Le origini

Qualora avrete la fortuna di vedere una moneta di Selinunte noterete subito che è decorata con una foglia di pianta. La pianta era il selinon, un’erba selvatica simile al sedano. Da questa ha origine il nome della stessa città e doveva essere diffusa nelle zone umide del fiume Modione. Non a caso lo stesso è anche detto Selinon. 

Ma veniamo alla storia. Cosa sappiamo di questa città? Come avrete capito dagli strani nomei dei templi, non sappiamo tantissimo. Ma alcuni episodi della storia del centro furono così importanti da essere ricordati dagli storici antichi

 

Innanzitutto, Selinunte fa parte di quelle città greche di Sicilia fondate in un secondo momento. Infatti i primi abitanti arrivarono intorno al 650 a.C., quasi cento anni dopo rispetto a Siracusa. I fondatori provenivano da Megara Hyblea, un’altra città greca che si trova vicino Siracusa. 

Gli abitanti di questa città, ben presto si accorsero che l’espansione di Siracusa stava minacciando i commerci e la ricchezza. Così, decisero di fondare una nuova città lungo la costa al confine con i Punici.

I nuovi coloni erano guidati da Pammilo, una di quelle figure leggendarie di fondatori di città. Questa decisione, ovviamente, diede il vantaggio a Selinunte di crescere rapidamente grazie ai commerci con i cartaginesi. Ma, allo stesso tempo, la fece diventare la città greca più esposta al rischio di una guerra contro i punici. Ed effettivamente fu quello che avvenne. 

La città si arricchì tantissimo e lo testimoniano anche le case monumentali, i templi e il grande quartiere di ceramisti recentemente trovato. Tuttavia, nonostante la ricchezza, la città mostrò la sua debolezza alla fine del V sec. a.C. Infatti, In seguito allo scontro con Segesta, si arrivò all’assedio del 409 a.C. che portò alla distruzione della città.

Successivamente, la vita riprese sotto i cartaginesi, ma la città aveva ormai perso per sempre il prestigio del passato. Come vedete, quella di Selinunte è una storia durata solamente 250 anni come città indipendente. E in quei due secoli e mezzo, gli abitanti ruscirono a costruire una quantità enorme di edifici e monumenti, segno di una ricchezza senza eguali.

 

Le cave di Cusa

Siete rimasti affascinati dallo splendore di Selinunte ma volete saperne ancora di più? Allora, se avete ancora tempo a disposizione potreste spostarvi alla cave di Cusa. Quest’area archeologica dista circa 30 min. in auto.

La pietra proveniente da qui è servita per costruire tutti i templi che si trovano a Selinunte proveniva da queste cave. Queste pietre erano cavate e trsportate per chilometri con rudimentali strumenti trainati da animali, sino a raggiungere la città.

L’aspetto che hanno oggi i templi è completamente diverso dalle origini. Infatti, dovete immaginare i templi  con colonne bianche e tanti colori nel tetto. Questo perchè venivano intonacati e in seguito alcune parti dipinte con blu, rosso o altri colori.

Di questi, oggi sono rimaste poche tracce, ma se guardate con attenzione tra le colonne di Selinunte, troverete qulache frammento di intonaco. Se avrete la fortuna di andare al museo Salinas di Palermo, invece, potrete vedere i reperti colorati provenienti da qui.

La cosa incredibile delle cave di Cusa, è che le troverete come fossero state appena abbandonate. Infatti, in seguito all’assedio punico, probabilmente furono abbandonate di corsa e mai più nessuno tornò a completare i lavoro. Per questo motivo, una volta dentro le cave vi troverete di fronte a tanti fori da dove erano estratte i vari pezzi delle colonne.

Inoltre vedrete dei cilindri di pietra ancora sul posto, la cui estrazione non era terminata. Questo ci deve dare l’idea di come in seguito alla sconfitta del 406 a.C la città non tornò mai più ad essere ricca e popolata come prima.

Le spiagge di Castelvetrano

Una volta terminata la visita dell’area archeologica di Selinunte, potrete decidere di rimanere in zona. Inutile dirvi che le spiagge di Marinella di Selinunte meritano assolutamente un bagno. Lo avrete capito bene, e probabilmente ci state già facendo un pensiero.

Dove mangiare a Selinunte

Il buon cibo in Sicilia è cosa comune, ormai lo avrai capito. Anche qui troverai ottimi ristoranti e piatti tipici di pesce e il pane di Castelvetrano, da provare e gustare. Inoltre, questa è zona di produzione di ottimi vini. Approfittane e goditi la tua vacanza. 

Una soluzione ottima la trovate presso l’azienda agricola Ferlito Salvatore, in questo agriturismo a 8 minuti di auto dal sito potrete dormire e troverete ottimo cibo locale, tra pane nero di Castelvetrano “cunzatu”, zabbina di ricotta di pecora con pane nero di Castelvetrano a pezzettini, biscotti piccanti di Castelvetrano, olive e olio Nocellara del Belice etc., tutto rigorosamente a Km. zero.

Giovanni Virruso

Giovanni Virruso

Guida turistica - Archeologo

Salve, mi chiamo Giovanni e sono un archeologo che ama accompagnare i turisti a scoprire le meraviglie della Sicilia e i suoi tesori meno conosciuti. Se vuoi conoscere più a fondo la Sicilia, seguimi e ti racconterò tante storie della mia isola.

Se questa breve guida ti è piaciuta ti invito a mettere un commento. Se hai bisogno di maggiori informazioni o una guida privata per il tuo tour in Sicilia, non esitare a contattarmi e risponderò in breve tempo. 

A presto!

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